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Dichiarazione d'intenti del Club Unesco Senese


1.

Io sono una donna, io sono un uomo, io sono un giovane, io sono un anziano, io sono uno studioso, io sono un lavoratore, io sono un operatore sociale, io sono una persona agiata, io sono un essere umano che combatte con difficoltà la sua battaglia per sopravvivere.

2.

Chiunque io sia, sono in ogni caso solo un singolo essere umano, le cui forze intellettuali, fisiche, morali sono limitate. Ma io credo che l'impegno constante e continuo, e il lavoro comune possano incidere sulle cose e seminare il futuro.

3.

Io voglio vivere nel mio tempo, il tempo in cui sono giunto, il tempo che è mio. Io voglio amare il mio tempo, il tempo che mi circonda e mi costruisce, il tempo che mi offre ogni possibilità di amore, di azione, di conoscenza: il tempo in cui la mia vita si svolge e acquista un senso.

4.

Io voglio cambiare il mio tempo, perché in esso c'è troppo dolore, perché troppi errori limitano lo sviluppo armonioso dell'umanità, perché troppa inerzia e troppa inconsapevolezza permettono all'odio e alla violenza di prendere campo e dettare la loro legge.

5.

Questa è la mia lotta e il mio impegno. Io so di essere imperfetto, di rischiare ogni momento di essere soverchiato, anche sul piano mentale, dalle forze che voglio combattere. Per questo voglio dire a voce alta le mie convinzioni impegnandomi di fronte alla gente.

La cultura è prima di tutto questo impegno.

6.

Io rifiuto la violenza come mezzo di soluzione delle controversie umane: la violenza che è guerra tra gli stati, sommossa e colpo di stato, attentato, uccisione degli avversari politici, tortura e vessazione, oppressione ideologica, legge iniqua, corruzione, intimidazione e costrizione economica.

7.

Io credo che le differenze che ci sono fra gli esseri umani per il sesso, l'etnia, la religione, le convinzioni, non solo non giustifichino mai prassi o ideologie di oppressione, ma che al contrario la diversità sia la risorsa fondamentale della nostra specie, e vada accettata e valorizzata.

La cultura è anche questa conoscenza.

8.

Io credo che la tolleranza e l'attenzione per le ragioni dell'avversario siano il criterio base su cui regolare i comportamenti nella civile competizione per decidere chi e come debba gestire le cose comuni. La tolleranza non è mai debolezza, anche quando rallenta e rende più difficile l'azione.

9.

Io voglio che il mio tempo cambi, ma non attraverso l'omologazione, la costrizione violenta, la distruzione delle diversità. Un viaggio collettivo verso un nuovo modo di essere è l'unica possibilità a nostra disposizione per attenuare e in prospettiva per eliminare le tendenze negative dell'umanità.

10.

Io credo che gli esseri umani siano solo una parte di un universo complesso, in cui sono presenti molte vite diverse, e forse molte intelligenze diverse. Il rispetto dell'ambiente non deve nascere solo dall'interesse della specie umana, ma dal rispetto profondo per ogni manifestazione delle cose.

La cultura è anche questo rispetto.

11.

Io credo che la scienza e l'arte, l'espressione di sé e la creatività umana in qualunque campo si manifesti, non siano né un lusso né un'attività riservata a pochi individui particolarmente dotati. Al contrario io penso che la cultura in senso lato sia una esigenza di tutti gli uomini e di tutte le donne, come il lavoro, lo scambio affettivo, l'individuazione del proprio compito nel mondo.

12.

Io sono convinto che queste mie idee si affermeranno nel tempo, e voglio combattere con tutti i mezzi perché questo accada. Con tutti i mezzi ad eccezione della violenza: ma soprattutto voglio e spero che sia la mia vita questa battaglia, che io possa essere in qualche momento esempio per altri, che io non dimentichi nel combattere l'amore e la gioia che nascono dalla vita e dalla sua bellezza.

La cultura è anche e soprattutto questo amore e questa gioia.

 

Autore del testo: Prof. Roberto Gagliardi

 

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